Pietro Nenni e la Grande Guerra

Pietro Nenni e la Grande Guerra
di Antonio Tedesco
Bibliotheka Edizioni
Bussole della Fondazione Nenni
196 pagine

Frutto di un’attenta ricerca archivistica il saggio ripercorre, a cento anni dalla fine della guerra, la parabola politica di uno dei protagonisti dell’interventismo democratico. Repubblicano e di formazione mazziniana, il giovane Nenni si schierò convintamente per l’intervento italiano al fianco dell’Intesa: vedeva nella guerra all’Austria il completamento dell’Unità nazionale con l’acquisizione di Trento e Trieste. L’esperienza al fronte fu vissuta in prima linea ma dietro l’angolo si celavano delusioni e amarezze. Aveva visto morire migliaia di soldati, sofferto la fame e il freddo convinto che alla fine della guerra sarebbe sorto dalle ceneri un mondo migliore. Invece la smobilitazione fu una grande delusione. Il trattamento che ebbero i soldati, alla fine di una lunga e massacrante guerra lasciò l’amaro in bocca. La conferenza di Versailles era stata iniqua ed aveva svelato il vero volto dell’imperialismo. Per Nenni la guerra fu una lezione di marxismo, una lezione che contribuì al suo travaglio interiore che lentamente lo portò ad abbandonare le idee repubblicane tanto a lungo professate per schierarsi convintamente dalla parte dei lavoratori e del popolo socialista.

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