Passato e futuro per costruire il presente

– di ALESSIA BOVE –

Ieri, nella prestigiosa sala Igea della sede della Treccani, si è svolta la presentazione del libro “Con il sindacato nel cuore” di Sandro Degni a cura della Fondazione Nenni e della Fondazione Buozzi.

La domanda di apertura del tavolo delle discussioni è del coordinatore Angelo Coco che stimola i relatori riprendendo una domanda di Giorgio Benvenuto sulla funzione del sindacato nel mondo di oggi e sulla possibilità di individuare una letteratura sindacale nel quale ascrivere questo volume.

Il primo relatore del tavolo è Natale Antonio Rossi che afferma la necessità di creare una comunicazione sindacale per creare uno scambio proficuo con l’altro, per ritornare ad essere un punto di riferimento per i lavoratori di oggi che sono diversi da quelli di ieri. Inoltre Rossi sottolinea l’impossibilità di tracciare una linea letteraria per i sindacati: sarebbe più opportuno parlare di trattati appartenenti alla linea sindacale ed è per questo che il volume di Sandro Degni è un unicum nel panorama letterario poiché tra le pagine sono racchiuse memorie e narrativa.

Degni scrive la storia del sindacato dal punto di vista di un attivista profondamente impegnato nella vita e nelle lotte dei lavoratori e sono tre gli elementi che rendono fondamentale questo volume per capire pienamente la funzione e l’importanza che il sindacato riveste nella vita sociale del Paese.

Il primo punto è il rispetto della persona, dell’altro e di se stessi; il secondo è la consapevolezza di essere parte viva di una comunità formata non solo da semplici cittadini, ma da persone individuate dal punto di vista etico e morale; infine, il terzo elemento è il merito inteso come partecipazione personale nei confronti di tutti. Quest’ultimo punto appare come la chiave di volta per riconoscere un sindacalista UIL attento come Degni: egli sottolinea costantemente come sia necessario riconoscere il valore degli altri per veder riconosciuto il proprio. In questo volume è offerta la possibilità di conoscere delle esperienze che sono alla base per il futuro e la pianificazione delle strategie da intraprendere per continuare un cammino iniziato anni or sono e che risulta ancora attuale.

La parola passa poi ad Enzo Mattina che con nostalgia racconta dei primi incontri con Sandro Degni e Giorgio Benvenuto tra le file del sindacato. In passato il limite del sindacato era ottenere dei risultati straordinari, ma non riuscire a gestire le conquiste: oggi i sindacati continuano a ragionare con le categorie di un tempo perpetuando una visione verticale del mondo del lavoro che, invece, con l’avvento di internet e il crescere costante delle tecnologie è radicalmente cambiato. Uno studio approfondito del mondo contemporaneo appare quindi necessario per permettere una programmazione e la conciliazione di tutte le esigenze per salvaguardare i valori del passato e applicarli al nuovo mondo. Il monito di Mattina riguardo l’urgenza di un cambiamento di prospettiva — dall’Italia all’Europa — appare fondamentale per un ritorno forte del sindacato e contrastare l’individualismo che si fa sempre più strada nella nostra società.

L’intervento di Chiara Moriconi si apre all’insegna del motto “pensare al passato per disegnare il futuro”, ed è pensando alla UIL di una volta che si deve ripartire, per imparare dai propri errori e anche per ritrovare la forza che veniva dalla pluralità di persone che affollavano le file del sindacato. Bisogna ritrovare il coraggio del passato, circondarsi delle menti libere e brillanti della cultura italiana e ripartire dalle idee che oggi sembrano mancare, così come non esiste una programmazione. Nella società civile il sindacato è necessario perché è un potente mezzo per aiutare tutti a riconoscere il valore dell’altro e il volume di Degni ne è la testimonianza.

Il quarto relatore del tavolo è Claudio Tarlazzi che da subito afferma quanto sia necessario stare al passo con l’Europa. La UIL Trasporti si interroga da tempo su come ampliare il proprio raggio di azione in Europa senza entrare nelle dinamiche del populismo che dilaga in quasi tutti i Paesi dell’Unione. Non bisogna abbandonare la voglia di progettualità e bisogna ritornare a credere nei valori di un tempo: avere un lavoro dignitoso è un diritto universale!

Il breve ma preziosissimo intervento di Piero Nucci è incentrato sulla potenzialità del sindacato: in questo Paese, infatti, è l’unica organizzazione ad avere il privilegio di avere numerosissimi punti di osservazione su tutti i fenomeni sociali e, conseguentemente, la possibilità di accedere a questi dati fondamentali. Sfortunatamente questa miniera di dati non è stata sfruttata poiché non si possiedono i mezzi per raccoglierli, elaborarli e fornirli al governo per costruire un futuro migliore per i lavoratori: se questa potenzialità divenisse realtà, allora il sindacato tornerebbe ad essere una forza propositiva.

Dopo un breve saluto di Camillo Benevento, voce storica della UIL, l’intervento di Sandro Degni è incentrato sul ringraziare i partecipanti e i relatori. Il volume realizzato dallo stesso ha veramente poco di autobiografico, ma è un susseguirsi di riflessioni sugli avvenimenti sindacali e politici che hanno avuto un impatto sulla società. L’autore ha ricordato quanto il 1968 — l’autunno caldo — sia stato fondamentale per la sua crescita e per quella della società: il risveglio delle coscienze dopo gli anni del boom economico è stata una doccia fredda, ma ha dato nuovo vigore al sindacato e l’ha spinto verso grandi traguardi. Oggi fare il sindacalista risulta essere più difficile per via della velocità di cambio di marcia della società, tuttavia è necessario svegliarsi e nel volume presentato questo risveglio necessario traspare in ogni pagina.

Chiude la presentazione l’intervento di Giorgio Benvenuto, il quale sottolinea come la Fondazione Buozzi e la Fondazione Nenni siano impegnate nella ricerca e nel riconoscimento delle diverse fasi della Storia del nostro Paese per non perdere la Memoria. La loro mission, così come il fine di questo libro, è quello di non guardare con nostalgia alla golden age della UIL , ma con riconoscenza per quello che ha realizzato e quello che ancora oggi ci può insegnare. Questo volume è la storia dei sindacati, della UIL, di un militante e della sua famiglia.

Oggi non bisogna solo discutere, ma proporre delle soluzioni perché è necessario garantire la dignità e l’uguaglianza: solo quando le cose sono necessarie diventano possibili.