L’evoluzione della proprietà nel libro di Cesare Salvi

di VALENTINA BOMBARDIERI-

“I problemi di oggi è quelli di domani, un focus sugli effetti della globalizzazione. Un libro che mi ha profondamente colpito”. Le parole di Giorgio Benvenuto alla presentazione del libro di Cesare Salvi “Teologie della proprietà privata” edito da Rubentino che si è tenuto oggi nella bellissima sala dell’Enciclopedia Treccani. Un bravissimo Antonio Casu, Presidente del Cenacolo Tommaso Moro permette ai relatori e agli ospiti e alla numerosa platea di entrare nel vivo del dibattito. Un incisivo intervento che si conclude con una domanda per Maria Rosaria Ferrase, docente di Sociologia del Diritto della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione riguardo la globalizzazione. “Un libro importante che affronta il tema della proprietà come un campo di tensione che sollecita le tensioni del pensiero filosofico,religioso e giuridico. Forme e apparati giustificativi della proprietà che accompagnano la storia stessa della filosofia, da Platone e Aristotele.” L’intervento di Maria Grazia Rubeo si concentra sul tema del libro: la messa a punto dell’istituto della proprietà privata e dello Stato moderno, con lo Stato che assume le funzioni di assicuratore della proprietà stessa. Uno stato che si è quindi assestato sul modello proprietario. Un intervento che mette in evidenza come il cambio epoca ha permesso alle giustificazioni riguardo alla proprietà privata di sgretolarsi. Francesco D’Agostino, docente di Filosofia del Diritto dell’Università Tor Vergata che si è dimostrato entusiasta del libro raccontando di aver sentito
l’esigenza di leggere il libro due volte, concedendosi la seconda volta la possibilità di leggere l’opera integrandola con l’autore e l’uomo di Cesare Salvi. “Nel libro ci sono riferimenti al pensiero di Marx che risalgono al tempo in cui Salvi si formava come intellettuale, che con uno stile pieno di pathos che demolisce tutte le nostre convinzioni”. Come possiamo offrire al resto del mondo valori in cui non crediamo più? La domanda ripresa dal libro di Cesare Salvi e posta da Francesco D’Agostino. Risposta che si può trovare alla fine del libro dove,secondo il professore, Cesare Salvi si apre alla dottrina della Chiesa Cattolica. L’autore parla della dottrina sociale della Chiesa dimostrando come questa abbia un suo posto nel panorama delle dottrine sulla proprietà. L’intervento di Salvatore Biasco, docente di Economia Internazionale all’Università La Sapienza, si concentra sul concetto di proprietà che compare e scompare e sugli interventi riguardo la proprietà della Corte Costituzionale. Oggi la sfida per Salvatore Biasco è una sfitta prettamente di politica economica. Ricorda come all’inizio del 2000 la proprietà immobiliare valeva l’83% sottolineando come occorrerebbe una inversione di rotta. Senza dimenticare il problema delle “proprietà senza proprietà”, come per esempio Uber che è proprietario senza possedere auto. L’intervento conclusivo è affidato a Giuseppe Grisi; docente di diritto privato dell’università Roma Tre. “Un titolo significativo di un libro che pone in evidenza un itinerario riguardo la proprietà ponendosi degli interrogativi. Fondamentale il passo dove Cesare Salvi prende in considerazione la proprietà durante il Medioevo”.  La parola passa infine all’autore che racconta la nascita di questo libro figlio della volontà di allargare lo sguardo per una visione diversa della proprietà.