Il premio Nenni, ovvero riflettere sulla buona politica

-di GIULIA CLARIZIA-

La quarta edizione del premio Nenni per la buona politica, la pace e la democrazia ha animato ieri mattina la sala Zuccari del Senato della Repubblica. La scelta di un luogo così prestigioso si richiama alla vita politica di Pietro Nenni e all’importanza del suo contributo nell’edificazione della nostra Repubblica.

Il vincitore di questa edizione è stato Rino Formica, mentre il premio al giornalismo è andato a Milena Gabbanelli, quello alla cultura a Salvatore Biasco, quello alla legalità a Stefano Bonaccini.

Il programma della giornata è stato ricco e dinamico. I saluti istituzionali sono stati alternati da momenti interattivi come proiezione del trailer del film “Confinati a Ponza” diretto da Francesco Cordello e prossimamente nelle sale. Oltre alla consegna dei premi, realizzati dalla ceramista faentina Carla Lega, sono state consegnate due borse di studio per tesi di laurea dedicate alla figura di Nenni, e soprattutto, si è ricordato il fondatore del premio nonché della Fondazione Nenni stessa, Giuseppe Tamburrano, scomparso a giugno di quest’anno.

È stata dunque una giornata di cultura, di discussione, ma anche di celebrazione, scambio di affetto e cordialità.

Il premio, fortemente voluto dalla stessa famiglia Nenni e organizzato dall’omonima fondazione rappresenta un’importante occasione non solo per premiare chi con il suo operato si è distinto nella buona politica in generale, nel giornalismo, nella cultura e nella legalità, ma è anche un’occasione per celebrare proprio i sani princìpi di democrazia che oggi rischiano di essere dimenticati.

Proprio per questo la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi è stata lieta di accogliere l’evento, richiamando l’importanza di ricordare padri della patria come Pietro Nenni non per celebrare il passato, bensì per guardare al futuro con un solido esempio. Oggi che il distacco dalle istituzioni è più forte che mai, è fondamentale sottolineare che la politica può e deve essere fatta con passione e nel nome del bene comune, come del resto hanno dimostrato i vincitori del premio.

La nipote di Pietro Nenni Maria Vittoria Tomassi, ha dimostrato l’impegno con cui la famiglia ha cura di far sì che l’operato del nonno non vada dimenticato, e non nel senso semplice richiamo alla memoria, ma del fare politica in una certa maniera, con prìncipi ben definiti volti all’uguaglianza, la pace, e le pari opportunità.

L’infanzia di Pietro Nenni è stata significativa per la spinta che gli diede a diventare l’uomo politico che fu per il paese. La nascita in una famiglia umile, i primi scioperi, il collegio sono stati dei fondamentali momenti di formazione, ricordati ieri dal vicesindaco di Faenza Massimo Isola, città onorata di aver dato i natali a Pietro Nenni.

Insieme al senatore Stefano Collina, eletto proprio dal collegio di Faenza, il vicesindaco ha consegnato il premio alla cultura all’economista Salvatore Biasco, che nei suoi ringraziamenti si è soffermato sull’importanza per l’intellettuale di comprendere la cornice culturale e scientifica perché questa si riflette sulla società e sulle sue trasformazioni.

Il segretario della UIL Carmelo Barbagallo è stato chiamato a consegnare il premio per la legalità a Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna.

Bonaccini nei suoi tre anni di presidenza è riuscito non solo a far crescere la sua regione in termini economici, ma a farlo nell’impegno della lotta contro le mafie e l’illegalità in accordo con tutte le parti sociali.

Il premio al giornalismo invece non è stato consegnato a causa dell’impossibilità della giornalista Milena Gabanelli di essere presente.

Si è dunque arrivati alla premiazione di Rino Formica, che ha dedicato il suo impegno politico al riformismo e che è ricordato come un grande ministro delle finanze ma anche per la sua capacità di dire sempre la propria opinione a viso aperto,  per il bene del partito ma soprattutto del paese.

Egli ha raccontato dell’inizio della sua attività nella Federazione Giovanile Socialista a soli sedici anni, nel 1943, dopo la caduta del fascismo. Ha ricordato le polemiche con Pietro Nenni per le sue posizioni anti-fusioniste e anticomuniste. Ripercorrendo la sua vita politica, ha ricostruito con originalità anche alcune pagine dell’impegno di Nenni, dalla costituente alla lotta per la costruzione democratica della Spagna.

Di Pietro Nenni, egli ha ammirato il fatto di tenere sempre con lucidità un occhio sul piano interno e un occhio su quello internazionale.

Questa lucidità di analisi da cui ogni cittadino dovrebbe trarre spunto è emersa anche dalle parole del presidente della Fondazione Nenni Giorgio Benvenuto, che citando uno scritto di Nenni tratto dall’almanacco del 1980, indicava i problemi che avrebbero caratterizzato l’era che si apriva e che risultano tutt’oggi straordinariamente attuali. Nenni infatti, già allora, parlava di instabilità del potere con governi che non hanno né autorità né forza ideale e politica per essere alla guida del popolo, dell’importanza di una ristrutturazione economica e della lealtà europea che anche dopo le elezioni del primo Parlamento Europeo era rimasta formale con un’assemblea frenata da fermenti nazionali e addirittura nazionalisti.

Nenni concludeva con il monito: “bisogna rinnovarsi, o perire”.

I vincitori del premio Nenni, così come gli autorevoli relatori presenti, come Barbagallo impegnato nella lotta sindacale e nella realizzazione di un’unità in questo senso, e Stefano Collina che è impegnato tra le altre cose nella salvaguardia dei diritti della persona, con il loro operato hanno dimostrato che rinnovarsi è possibile. Dunque, bisogna trarre esempio non solo dai grandi del passato ma anche da coloro che nel presente si distinguono dalla marmaglia della cattiva politica per portare un po’ di luce nella nostra società.