Contrasti: racconti e paesaggi della Grande Guerra vista da Calamandrei

di GIULIA CLARIZIA-

Contrasti. La grande guerra nel racconto fotografico di Piero Calamandrei. Questo il titolo del volume di Silvia Bertolotti presentato l’altro ieri presso la sala degli Atti Parlamentari della biblioteca del Senato della Repubblica, a Roma.

“Un diario visivo”, lo definisce a ragione Giuseppe Filippetta, moderatore della conferenza. Infatti, come si può dedurre dal titolo, la pubblicazione edita dalla Fondazione Museo storico del Trentino, è stata il frutto di una complessa ricerca principalmente basata sulle numerose foto scattate da Piero Calamandrei durante la grande guerra da lui vissuta.

Il giovane Piero Calamandrei, già avvocato, partì per la guerra come volontario, animato da idee interventiste fortemente criticate dalla fidanzata Ada, poi moglie. Il professor Mario Isnenghi ha ricostruito la modesta carriera militare di Calamandrei, culminata con il ruolo di ufficiale del servizio P. Il servizio P aveva il compito di motivare i soldati attraverso la propaganda, intesa in senso ampio come un lavoro di persuasione a tutto tondo che andava dalle orazioni allo svago. Calamandrei, infatti, per tutto il periodo della guerra soffrì questo contrasto tra le sue idee di convinto interventismo democratico (e non nazionalista) e il contatto con i soldati, per lo più contadini, che la guerra non la volevano ma erano costretti a combatterla.

Per tutta la durata del conflitto, dalle lunghe marce di esercitazione fino all’entrata a Trento, Calamandrei racconta fotografando. La storica dell’arte Anna Villari ha messo in rilievo come la fotografia riuscisse in qualche modo a colmare un vuoto narrativo. Si sentiva l’esigenza di raccontare la guerra ma spesso non si avevano a disposizione i mezzi per farlo. Calamandrei descriveva con la fotografia quello che non si poteva esprimere solo con le parole.

L’autrice ha raccontato che le foto ritrovate sono state tutte ordinate, restaurate e inserite nel volume, fatta eccezione per quelle irreparabilmente rovinate dal tempo. Questo lavoro dunque non si presenta solo interessante dal punto di vista storico e artistico, ma è stato anche fondamentale dal punto di vista della fruizione e valorizzazione di fonti d’archivio così delicate come appunto le fotografie. Su questo aspetto si è soffermata Francesca Cenni, archivista dell’archivio Calamandrei di Montepulciano, dove sono conservate le preziose carte private della famiglia Calamandrei.

Oltre alla ricerca d’archivio, però, dietro questo lavoro vi è anche un grande impegno di ricostruzione geografica, e cioè di riconoscere per quanto possibile i luoghi che appaiono nelle foto- sottolinea Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino.

Il paesaggio infatti è il protagonista di questo diario per immagini. È tramite esso che Calamandrei racconta la guerra. Non ritrae la violenza delle battaglie sugli uomini, ma gli effetti che la guerra ha sul mondo circostante, a volte sconvolto, altre calmo e indifferente.

Grazie a Contrasti, ora tutti possiamo sfogliare la ricostruzione di questo interessante diario che non racconta solo la guerra, ma, come fortemente credeva Calamandrei stesso, l’importanza della memoria.