Direzioni e Comitati centrali del PSI 1945-1977 nelle carte di Pietro Nenni

Il Partito socialista nel Secondo Dopoguerra torna protagonista dello scenario politico italiano. Dopo vent’anni di fascismo i socialisti italiani della vecchia generazione insieme a giovani leve ed intellettuali del mondo giuridico ed Accademico lavorano all’affermazione del Partito su scala nazionale, puntando sull’apertura di sezioni e sulla presenza nei luoghi di lavoro per rafforzare il tesseramento (necessario al sostentamento del Partito) e l’influenza sulla classe operaia, contadina e sul ceto medio. Sin da subito si afferma, con una buona presenza di militanti, nel centro nord del Paese, mentre si rivela più difficile e a macchia di leopardo la diffusione nel Mezzogiorno.  La struttura si presenta sin dal 1945 con una burocrazia pensata per interloquire con il territorio e le sezioni, a cui era necessario far arrivare le posizioni politiche del partito. Le decisioni erano nelle mani del Segretario, della Direzione e del Comitato Centrale, organismi che venivano eletti dal Congresso, come previsto dallo Statuto del Partito.

La vastissima documentazione fa parte dell’Archivio storico di Pietro Nenni, conservato presso la Fondazione Nenni, ed è stata digitalizzata e inserita sul Portale “LAZIO900”.

Nella presente pagina abbiamo raccolto, dividendola per anno (dal 1945 al 1977) la documentazione conservata da Nenni (appunti autografi, verbali, circolari, giornali) sui diversi Comitati Centrali e sulle Direzioni, che permettono allo studioso di conoscere il funzionamento dell’assetto burocratico del Partito, degli uffici e dei mezzi di propaganda e comunicazione (l’Avanti! in primis). Oltre trent’anni di vita del partito, che nel corso degli anni ha mutato la propria configurazione e struttura legandola sempre alle finalità e alla linea del partito e alle diverse contingenze storiche.