Cronologia vita Nenni

1891-1900

Pietro Nenni nasce a Faenza il 9 febbraio 1891 da Giuseppe e Angela Castellani. I genitori sono al servizio dei conti Ginnasi. Nel 1896 muore il padre. Nel 1898 a Faenza Nenni assiste ad una carica della cavalleria contro lavoratori e soprattutto donne che hanno assaltato i forni. Sono i giorni dei moti della fame. Per interessamento della contessa Ginnasi, che vorrebbe farlo diventare prete, nel 1900 è accolto nell’orfanotrofio laico “Maschi Opera Pia Cattani”. E’ uno scolaro ribelle dopo il regicidio scrive nei corridoi della scuola “Viva Bresci”, inneggiando all’uccisione di Umberto I.

1908-1911

Nel 1908 viene assunto come scrivano in una fabbrica faentina di ceramiche, ma poco dopo licenziato per aver preso parte ad uno sciopero. Contemporaneamente è espulso dall’orfanotrofio. Il 5 aprile sul “Popolo di Faenza” appare il suo primo articolo. Altri ne appaiono sul settimanale repubblicano “Il Lamone”. Si iscrive al Partito Repubblicano, partecipa a numerose manifestazioni e conosce i primi giorni di prigione. Nel 1909 promuove scioperi politici in Lunigiana fra i cavatori di marmo ed è fra i promotori dello sciopero generale di protesta per la fucilazione in Spagna del rivoluzionario Francisco Ferrer Guandia. Dirige il settimanale “Il pensiero romagnolo” e collabora a “La lotta di classe”, diretto dal socialista Benito Mussolini. Nel 1911 sposa Carmen Emiliani. Giolitti annuncia la decisione di occupare la Libia e come conseguenza viene proclamato lo sciopero generale. Nenni, che durante le manifestazioni a Forlì è stato ferito da tre sciabolate, è arrestato e condannato a un anno e quindici giorni. In carcere ha come compagno Mussolini, anch’egli condannato per i moti contro la guerra in Libia. Il 26 dicembre 1911 nasce la prima figlia Giuliana. 

1912-1914

Nenni tra il 1912-1913 si trova nelle Marche tra Jesi, Ancona e Pesaro e svolge una intensa attività di giornalista, nel dicembre del ’13 è nominato direttore del “Lucifero”. Diventa segretario della Federazione giovanile repubblicana.+Il 9 aprile 1913 a Jesi nasce la seconda figlia Eva, chiamata Vany.
Nel 1914 Nenni, con l’anarchico Malatesta, è uno dei promotori delle manifestazioni a carattere insurrezionale che riguardano la Romagna e le Marche e note come la “Settimana Rossa”. Arrestato e condannato sarà liberato alla fine dell’anno per l’amnistia concessa per la nascita di Maria di Savoia.

1915-1918

Quando l’Italia entra in guerra Nenni è per l’intervento e parte volontario. La sua decisione matura in carcere ed è espressa nell’articolo del 6 settembre 1914 dal titolo “Vogliamo la guerra perchè odiamo la guerra” apparso sul Lucifero grazie alla complicità di un secondino. Per il rifiuto di prestare giuramento al Re, viene spedito in carcere, richiede l’intervento del ministro repubblicano Barzilai per essere inviato al fronte. Viene ammesso al corso ufficiali e supera l’esame finale con una ottima votazione, ma “le informazioni sfavorevolissime intorno ai prcedenti politici del sergente Pietro Nenni hanno vietato al Ministero di far luogo alla nomina ad Ufficiale”. Il 31 ottobre del 1915, ad Ancona, nel corso dell’offensiva delle truppe italiane per conquistare Gorizia, nasce la terzogenita alla quale Nenni darà il nome augurale di Vittoria. Nell’autunno del 1916 un barile di polvere da sparo esplode vicino all’osservatorio di Nenni. All’ospedale di Udine è curato per un forte trauma e poi inviato a casa in convalescenza. Nel 1917 Durante la convalescenza, assume la direzione del “Giornale del Mattino” di Bologna, che riprenderà dopo la guerra, fina al giugno 1919. Dopo la disfatta di Caporetto chiede di tornare in prima linea.

1922-1923

Nel 1922 incontra a Cannes Mussolini e avverrà l’ultimo colloquio tra i due amici ormai su posizioni opposte. A maggio è nominato redattore capo dell’ Avanti! che difende ai primi d’agosto da una nuova aggressione fascista. Nell’ottobre, mentre Mussolini si prepara alla marcia su Roma, i socialisti si dividono: i riformisti di Turati, Treves e Matteotti escono dal PSI e danno vita al PSU. Il 26 ottobre una delegazione socialista composta da Serrati, direttore dell’Avanti!, Maffi, Romita e Garuccio, si reca a Mosca dove concorda un progetto di fusione tra il PSI e il Pcd’I. Il nuovo partito dovrebbe chiamarsi Partito comunista unificato d’Italia. Negli organi dirigenti la maggioranza sarebbe comunista e l’Avanti! diretto da Gramsci. Per Nenni questa è la liquidazione del partito. Costituisce con Arturo Vella un Comitato di difesa socialista per “l’autonomia socialista”. Nasce da ciò un violento contrasto con Serrati che da Mosca ordina di sbarazzarsi di Nenni. Ma nè la Direzione, nè l’Avanti! obbediscono: in realtà il partito è contro la fusione. Nel 1923 al rientro da Mosca Serrati, che viene arrestato destituisce Nenni che il 2 marzo viene convocato dal Questore di Milano, che a nome di Mussolini, gli intima di cessare la campagna denigratoria contro il Prefetto di Milano, Lusignoli; Nenni rifiuta e viene arrestato. In aprile si tiene il congresso del PSI a Milano e le tesi autonomistiche di Nenni prevalgono su quelle fusioniste di Serrati. Nenni assume la direzione dell’Avanti!.

1924-1926

Il 6 aprile 1924 in un clima di violenza e illegalità si tengono le elezioni con la nuova legge maggioritaria, la “legge Acerbo”, che decretano il trionfo del “listone di destra”. Il 30 maggio, nel corso di una tumultuosa seduta, Giacomo Matteotti denuncia l’illegalità, i soprusi e i brogli e chiede l’invalidazione delle elezioni. Il 10 giugno rapito da una banda di sicari fascisti mentre si reca alla Camera dei Deputati, viene barbaramente ucciso. Nenni, l’anno dopo, è condannato a sei mesi di prigione per l’opuscolo sull’assassinio del deputato riformista: “L’assassinio di Matteotti e il processo al regime”. Il 1926 è l’anno dell’incontro con un giovane intellettuale socialista, Carlo Rosselli : insieme pubblicano la rivista “Quarto Stato”. Pubblica il volume “Storia di quattro anni”. Nel novembre del 1926 si sarebbe dovuto tenere il congresso del PSI, che non si svolge perchè il fascismo ha emanato leggi speciali per lo scioglimento dei partiti e la soppressione di tutte le libertà. Il 13 novembre Nenni e Mario Bergamo, con l’aiuto di Parri e Rosselli, raggiungono il territorio svizzero ed il 21 novembre arrivano a Parigi. Nel dicembre del 1926 si trasferisce a Parigi la direzione del PSI.

1927-1933

In Francia Nenni promuove la costituzione della Concentrazione di azione antifascista, della quale diviene il segretario generale. Nenni inizia a collaborare con molti giornali francesi. Il 1928. Si avvia il processo di unificazione dei due rami del socialismo italiano. Il 16-17 marzo del 1930 al congresso di Grenoble avviene la scissione tra l’ala massimalista guidata da Angelica Balabanoff e la maggioranza del PSI guidata da Nenni.
Il 19-20 luglio, il congresso dell’unita socialista che si tiene a Parigi, sancisce l’unione del PSI e del PSULI. Filippo Turati, Claudio Treves, Franco Clerici sono delegati a rappresentare il partito presso la oncentrazione; Modigliani, Nenni e Treves presso l’esecutivo dell’Internazionale operaia socialista. Agli inizi degli anni ’30 Nenni intensifica la sua attività giornalistica su importanti testate francesi e pubblica “Six ans de guerre civile”, “La lutte de classe en Italie”, “Le conquerant en chemise rouge”, “Marx e il marxismo”. Il Comintern ha lanciato a partire dal 1929, la campagna diretta a distruggere i partiti socialdemicratici definiti socialfascisti. Nenni che al XXII congresso del PSI, nell’aprile del 1933, è eletto segretario e direttore dell’Avanti!, viene preso particolarmente di mira dai comunisti francesi e italiani. Nenni viaggia moltissimo in Europa partecipando a manifestazioni e congressi. Nei comizi e nelle conferenze il tema dominante è la lotta al fascismo. E appurato che il fascismo assume dimensioni europee, Nenni apre il discorso sull’ “unità proletaria che è lo strumento per combattere la reazione”

1940-1943

Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra, il 12 giugno Nenni lascia Parigi e, dopo un viaggio tra molte difficoltà, si stabilisce con la famiglia nei Pirenei orientali, a Palalda. Il 17 giugno il maresciallo Petain annuncia la resa della Francia, ma Nenni continua la sua battaglia “per cercare di riallacciare le fila della resistenza fra italiani, spagnoli e francesi”. Nel giugno del ’41 la Germania invade il territorio russo, a ottobre viene firmato a Tolosa un nuovo patto d’azione di unità tra socialisti giellisti e comunisti. Nel 1942 scrive e stampa con l’ausilio della figlia Giuliana e della moglie il “Nuovo Avanti!”. La figlia Vittoria arrestata per propaganda antinazista verrà deportata ad Auschwitz dove morirà il 15 luglio del 1943. L’8 febbraio del 1943 viene arrestato dalla Gestapo a Saint-Flour. Rinchiuso nel carcere parigino di Fresnes, vi rimane circa un mese e il 5 aprile viene consegnato alla polizia fascista al Brennero. Trasferito a Regina Coeli, viene successivamente confinato a Ponza dove rimane fin dopo il 25 luglio. Il 22 agosto alla riunione di ricostituzione del Partito Socialista PSIUP, è eletto segretario e nominato direttore dell’Avanti! e rappresentante del partito nel Comitato di Liberazione Nazionale. L’8 settembre, Roma è occupata dai tedeschi e Nenni è costretto a rifugiarsi in Laterano.

1957-1962

Dal 6 al 10 febbraio 1957 si tiene a Venezia il XXXII congresso del PSI. Nenni pronuncia una lucida critica dello stalinismo; quando sottolinea la differenza tra socialisti e comunisti, i delegati gli tributano un’ovazione interminabile: ma, a sorpresa, la corrente autonomista è battuta dall’apparato filocomunista nelle votazioni per il Comitato Centrale. Dal 15 al 17 gennaio 1959 si svolge a Napoli il XXXIII congresso del PSI, nel quale la linea autonomista promossa da Nenni prevale sulla sinistra del partito. Fra il 1959 e il 1960 Nenni viaggia attraverso l’Europa per intrecciare e rinsaldare i rapporti con la sinistra europea. Nell’aprile del 1960 si forma il governo monocolore DC presieduto da Tambroni, che ottiene la fiducia con i voti del MSI. Si crea subito un clima di tensione anche con scontri tra polizia e manifestanti. Cade Tambroni e il 4 agosto alla Camera, Nenni annuncia l’astensione socialista nei confronti di Fanfani e del governo delle “convergenze parallele”. A febbraio del 1962 si forma il governo Fanfani, il primo con un programma di centrosinistra concordato con il PSI e appoggiato dell’esterno. Il 1° luglio Nenni incontra a Roma Kennedy, favorevole al centrosinistra.

1963-1965

Nel dicembre del 1963 nasce il primo governo organico del centrosinistra con Moro presidente del Consiglio e Pietro Nenni vicepresidente. Sull’accordo di governo con la DC si consuma la rottura con la sinistra del partito socialista. Nel 1964 nasce il PSIUP; l’anno si presenta drammatico a causa del golpe organizzato dal generale dei Carabinieri De Lorenzo che può condurre il paese a una svolta autoritaria. Dopo varie trattative, si forma un nuovo congresso di centro-sinistra con Moro presidente e Nenni vice-presidente. Il 28 dicembre, sale al Quirinale Giuseppe Saragat, la cui elezione è stata favorita dal ritiro della candidatura di Pietro Nenni. Il 19 febbraio 1965 , a New York, nel quadro dell’ “Anno della Cooperazione Internazionale”, organizzata dall’ONU, Nenni parla in rappresentanza del governo italiano nell’ambito di una conferenza internazionale dedicata ai principi dell’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII. In vista del Congresso del PSI, che si terrà in novembre, sull’Avanti! del 5 settembre 1965, viene pubblicata la “lettera ai compagni”, redatta da Pietro Nenni, che si puo’ considerare il manifesto dell’unificazione socialista. Il 10 novembre si tiene a Roma il XXXVI Congresso del PSI, centrato sul problema dell’unificazione socialista.

1966-1969

Il 1966 è l’anno dell’unificazione socialista: quasi venti anni dopo la scissione di Palazzo Barberini l’obiettivo dell’Unità socialista, costantemente perseguito da Nenni, diventa realtà. Il 6 maggio Nenni pronuncia un discorso a Stoccolma, al congresso dell’Internazionale socialista. E’ il primo passo per il rientro nell’Internazionale dopo 17 anni. Nelle elezioni del 19 e 20 maggio il Partito socialista unificato subisce una sconfitta. Il 21 agosto le truppe sovietiche invadono la Cecoslovacchia. Il 29 Nenni pronuncia alla Camera un discorso di condanna dell’invasione. Viene costituito un nuovo governo di centro-sinistra presieduto da Rumor. Nenni assume la carica di ministro degli Esteri. Come ministro degli Esteri si impegna per il riconoscimento della Repubblica popolare cinese da parte dell’Italia. Condanna duramente il colpo di stato dei colonnelli greci. Compie importanti visite ufficiali in Inghilterra e Jugoslavia. In giugno è eletto vicepresidente a vita dell’Internazionale socialista. Il 1969 è anche l’anno del fallimento dell’unità socialista: nel luglio gli ex socialdemocratici escono dal partito. In seguito alla scissione Nenni dà le dimissioni da presidente del partito e da ministro degli Esteri.

1976-1980

Il 13 luglio 1976, si tiene il Comitato Centrale del PSI. I giovani “quarantenni” appoggiati da Nenni, Lombardi e Mancini, esautorano De Martino e nominano segretario del Partito Bettino Craxi. Nel dicembre, dopo quarant’anni, Nenni ritorna in Spagna, per partecipare al congresso del PSOE. Il congresso gli tributa un ‘interminabile ovazione. Nel giugno del 1979 Nenni, pur con grande fatica per le condizioni di salute, presiede la seduta di apertura dell’VIII legislatura repubblicana, per evitare che i lavori siano aperti da un senatore del MSI. Il primo gennaio 1980 alle 3,20 del mattino, Nenni si spegne nella sua casa di piazza Adriana. Il giorno seguente l’Avanti! pubblica il suo ultimo articolo scritto per l’Almanacco socialista, intitolato “Rinnovarsi o perire”.